Monday, June 11, 2007

lunedì...



Stato semi-comatoso da lunedì... Ho sempre odiato il bip-bip della sveglia, ma adesso che ne ho una che suona la K300-qualcosa di Mozart non è che cambi la solfa...Non mi pesa il fatto in sè di andare a lavorare, ci vado volentieri, mi pesa solo il fatto di dovermi alzare dal letto ;) Diciamo che se avessi un lavoro che comincia alle 10 del mattino sarebbe fantastico.Se penso che una settimana fa a quest'ora ero a Firenze... che nostalgia :)E' stato un weekend bellissimo: pensavo di tornare a casa distrutta e meditavo di prendermi un paio d'ore di permesso martedì per entrare in ufficio più tardi e aver tempo di recuperare il sonno perduto, ma non ce n'è stato bisogno, sono tornata letteralmente ritemprata, con un'ottima scorta di energie e di positività che da un po' di tempo erano carenti.Era qualche settimana che mi sentivo vagamente spenta, non so bene neanch'io perché, forse era dovuto a tutta questa dose di letargia primaverile che avevo addosso che mi faceva sentire come una specie di zombie, che mi faceva vedere le cose come attraverso un velo, che non mi faceva più gustare bene la vita come al solito. Avevo perso un po' il gusto di coccolarmi, di apprezzare le piccole cose, di amare tutto quello che faccio...Triste a dirsi, e forse ancor più triste è il fatto che mi son resa veramente conto di ciò quando questo periodo un pochino grigetto è passato.Ma comunque... il viaggio a Firenze mi ha fatto bene al corpo e all'anima. Io sono normalmente una persona vagamente paranoica, che si lamenta pressoché di tutto, e quindi è significativo notare come in questa breve vacanza non mi abbiano infastidita nè la pioggia, nè la calca, nè il colombo idiota che tubava imperrito per tutta la notte sul davanzale della nostra finestra, nè la doccia ghiacciata della prima serata (perché sono io che son impedita e non avevo capito che il miscelatore funzionava all'incontrario, e quindi per ottenere l'acqua calda bisognava girare a sinistra anziché a destra *g*).No, non c'è nulla che abbia infastidita, perché la bellezza della città e, ancor più, la bellezza della nostra complicità, della solidità della nostra amicizia, del poter parlare di tutto senza problemi, del mettersi a ridere come pazze per cazzate assurde, superava tutto il resto e, se è vero che la felicità si riconosce solo a posteriori, credo di poter dire che in quei 3 giorni a Firenze sono stata sinceramente felice.O quantomeno mi sono sentita molto più viva di come da tempo non mi era successo.

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